Il mio fidanzato ha preso a calci la nostra cagnolina fino a farle sanguinare la bocca, ha mentito dicendo che lei lo aveva attaccato, e ora mi sta inondando il telefono di scuse dopo avermi detto che senza di lui non sarei niente.
Ho 24 anni. Lui ne ha 31. Stiamo insieme da tre anni e mezzo. Prima di ieri, avrei giurato che fosse l’uomo più calmo che conoscessi. Ha ricevuto una promozione il mese scorso e si è trasformato in una persona che non riconosco più.
Lavora dalle 8 alle 19 e ha deciso che questo lo esonera da ogni altra responsabilità. Io faccio dalle 9 alle 17, mi faccio quasi 5 chilometri a piedi per tornare a casa, porto fuori la nostra Bulldog Inglese, Briciola, pulisco tutto l’appartamento e preparo la cena. Se la casa non è perfetta quando entra dalla porta, diventa di ghiaccio. Sbuffa. Ignora me e Briciola come se fossimo mobili che gli danno fastidio.
Ieri sera gli ho finalmente detto che non posso fare tutto io ogni singolo giorno. Gli ho detto che sono stanca anche io. Si è subito messo sulla difensiva. Mi ha dato della pigra. Della stupida. Ha detto che dovrei trovarmi un lavoro migliore se voglio lamentarmi. Gli ho risposto che ne avevo abbastanza del suo atteggiamento e che avevo bisogno di stare un po’ da sola.
Ha urlato “VA BENE!” ed è uscito dal salotto furioso. Poi ho sentito Briciola guaire. Poi l’ho sentito urlare “CAGNACCIA DI MERDA!”.
Sono corsa di là e l’ho trovata rannicchiata in un angolo, con il sangue che le colava dalla bocca. Lui aveva un grosso taglio sulla gamba. All’inizio ha cercato di raccontarmi che lei lo aveva attaccato dal nulla. Sapevo che non era vero. Dopo averlo messo alle strette, ha ammesso di averle tirato un calcio in faccia in un momento di rabbia e che lei lo ha morso per difendersi.
Ho perso la testa. Gli ho dato dello stronzo. Gli ho chiesto cosa diavolo si aspettasse tirando un calcio a un essere vivente. Mi ha urlato contro a sua volta ed è andato al Pronto Soccorso.
Più tardi, quella sera, mi ha mandato un ultimatum per messaggio: se volevo che tornasse, la cagnolina doveva sparire. Ho detto di no. Mi ha mandato un messaggio tutto in maiuscolo dicendomi che non sarei stata niente senza di lui. Ha detto che se ero davvero pronta a buttare via tutto per una “cagnaccia”, allora stava meglio senza di me. Ha aggiunto che nessun altro mi avrebbe sopportata e che avrei fatto bene a ricordarmelo prima di addormentarmi da sola. Ha detto che lo stavo facendo passare per un mostro quando in realtà era solo stressato e io lo avevo spinto oltre il limite.
Poi sono iniziate le scuse. Il mio telefono è stato inondato. Chiamate perse. Messaggi in cui prometteva di cambiare, di andare in terapia, che era stata la prima e unica volta. È passato dal minacciare di abbandonarmi a supplicarmi di tenerlo con me nel giro di poche ore.
Si è presentato alla mia porta a mezzanotte con dei fiori e in lacrime. Non l’ho fatto entrare. È rimasto seduto nella sua macchina fuori dal nostro palazzo per due ore. L’ho guardato dalla finestra. Non scriveva messaggi. Stava solo lì, al buio, a fissare il nostro piano. Quando finalmente se n’è andato, mi ha scritto: “Ti amo abbastanza da aspettarti per sempre”.
Stamattina Briciola non mi ha fatto avvicinare per due ore. Le ho pulito il sangue dalla bocca come meglio potevo. Oggi la porto dal veterinario per controllare se ci sono altri danni. Ora sussulta se faccio movimenti troppo bruschi. Ogni volta che sussulta, penso a quanto forte debba averla colpita. E poi penso a cosa mi farebbe quella forza se fossi io a trovarmi sulla sua strada.
Continuo a guardare il mio anello di fidanzamento e mi viene la nausea. L’uomo che me l’ha regalato ha preso a calci la nostra cagnolina fino a farla sanguinare e poi le ha dato la colpa. L’ha fatta sanguinare e poi ha preteso che io scegliessi tra lei e lui. È rimasto seduto fuori al buio dopo che gli ho detto di no. Non so se riuscirò a superare questa cosa. Non so nemmeno se dovrei.
Faccio male a ripensare al matrimonio?
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