Il pacco rubato che fece perdere una borsa di studio e salvò un ragazzo

Ho torto per aver denunciato un liceale che ha rubato il mio pacco da 1200 euro, facendogli perdere la borsa di studio?

Ho ordinato un portatile per lavoro. 1200 euro. Ho risparmiato per sei mesi. È stato consegnato mentre ero al mio turno. Ho una telecamera di sicurezza all’ingresso. Le immagini sono chiarissime.

Il figlio dei vicini, Lorenzo, un ragazzino di diciassette anni, ha risalito il mio vialetto, ha preso lo scatolone e se n’è andato correndo con il pacco sotto il braccio. Ho tutto nel video. Lo si vede guardare dritto nell’obiettivo prima di prenderlo.

Sono andato prima dai suoi genitori. Ho bussato alla loro porta e ho mostrato il video. Ho detto loro che volevo solo riavere il portatile, o i soldi, e che non sarei andato oltre. Sua madre ha guardato le immagini e ha detto: “È un bravo ragazzo che sta attraversando un brutto periodo. Non sai cosa ha passato.”

Suo padre mi ha detto che stavo facendo una tragedia per “un semplice pacco ordinato su internet” e mi ha accusato di prendermela con loro figlio per puro pregiudizio. Ho ripetuto che valeva 1200 euro e che ne avevo un disperato bisogno per il mio lavoro. Mi hanno sbattuto la porta in faccia.

Ci ho riprovato due volte. Ho mandato loro dei messaggi. Ho chiesto educatamente. Hanno visualizzato i miei messaggi senza mai rispondere. Poi, sua madre mi ha mandato un messaggio dicendo che dovevo “mostrare un po’ di comprensione” e smettere di molestare la sua famiglia. Molestare. Solo perché chiedevo di riavere una mia proprietà.

Dopo sei mesi in cui sono stato ignorato, bloccato e trattato come se fossi io il delinquente per aver rivoluto il mio computer, ho sporto denuncia alla polizia. Non avevo altro modo per ottenerne uno nuovo. L’assicurazione non copriva nulla senza una denuncia formale. Il mio lavoro ne stava risentendo perché non avevo l’attrezzatura necessaria.

Sei mesi dopo, la polizia ha concluso le indagini. Hanno fermato Lorenzo. È stato indagato per furto aggravato. Dato che ha diciassette anni, questo ha compromesso tutto per le università che lo avevano accettato. Le borse di studio al merito che era riuscito a ottenere sono state revocate.

Ora tutto il quartiere mi fa esplodere il telefono. I suoi genitori scrivono sui gruppi locali che ho rovinato il futuro di un ragazzino per “una stupida consegna”. La gente mi lascia dei biglietti sul parabrezza per dirmi che dovrei vergognarmi.

I genitori raccontano a tutti che ho preferito 1200 euro alla vita intera di un ragazzo. Non dicono mai che hanno avuto sei mesi per sistemare le cose. Non dicono che mi hanno accusato di avere dei pregiudizi e mi hanno sbattuto la porta in faccia invece di dire a loro figlio di restituire l’oggetto.

Perfino il poliziotto che ha preso la mia denuncia mi ha detto in confidenza che avrei dovuto lasciar perdere, che una segnalazione sulla fedina penale avrebbe rovinato la vita di questo ragazzino per sempre, e che avrei dovuto pensarci prima di fare la mia dichiarazione.

Ma io ci ho pensato. Per sei mesi. Mentre mangiavo noodles istantanei tutti i giorni perché non potevo permettermi di ricomprare un computer che mi serviva per lavorare. Mentre i suoi genitori mi ridevano in faccia e coprivano un ladro.

Ho torto?

Clicca il pulsante qui sotto per leggere la prossima parte della storia.

Torna in alto