Volevo Proteggere Mia Figlia, Ma Dovevo Dire la Verità al Suo Fidanzato

Sbaglio a volere che il fidanzato di mia figlia conosca la sua diagnosi prima che le faccia la proposta di matrimonio?

Sono il padre di una giovane donna di 25 anni, Giulia, che amo con tutto il cuore. Abbiamo un ottimo rapporto e adoro passare del tempo con lei, ma c’è una cosa di lei che farebbe scappare molte persone: è una sociopatica diagnosticata.

Fin da piccola mostrava comportamenti strani e piuttosto inquietanti. Dopo un grave episodio in cui ha tormentato la sua sorellina, Martina, ho capito che aveva bisogno dell’aiuto di un professionista.

Durante le scuole elementari ha avuto molte difficoltà e si metteva spesso nei guai per bugie, cattiverie e altri brutti comportamenti. Con moltissima terapia e sostegno, il suo cattivo comportamento si è attenuato crescendo. A 18 anni è arrivata la diagnosi di disturbo antisociale di personalità, cosa che sospettavo già da molto tempo.

Una volta tenuta a bada la sua aggressività, gli anni successivi sono stati molto più positivi. Rispetta la legge, ha un buon lavoro, un’ottima istruzione, tante belle amicizie e molti corteggiatori. Soprattutto uomini: è molto affascinante e sa perfettamente come attrarli e mantenere vivo il loro interesse. Tratta i vecchi manuali di seduzione come se fossero la Bibbia.

Al momento sta con Lorenzo da circa un anno e mezzo. Lui è pazzo di lei, e anche io ho un ottimo rapporto con lui. Abitiamo nella stessa zona e passiamo regolarmente del tempo insieme. È un ragazzo fantastico, molto gentile, divertente e intelligente.

Ma dubito fortemente che lei lo ami. Dalla sua diagnosi abbiamo avuto delle conversazioni molto sincere e profonde sulla sua salute mentale. Mi ha confessato apertamente di non provare amore o empatia per nessuno, nemmeno per la sua stessa famiglia.

Al funerale di una delle sue più care amiche sembrava distrutta e a pezzi, ma in seguito mi ha confidato in privato che era tutta una farsa e che in realtà si sentiva “del tutto neutrale” riguardo all’accaduto. Mi ha anche detto di non essersi mai sentita in colpa in vita sua e di non sapere nemmeno cosa si provi. Anche se le piace passare del tempo con il suo ragazzo e lo trova fisicamente attraente, dubito fortemente che provi grandi sentimenti d’amore per lui.

Lorenzo, che forse le farà presto la proposta, non ha la minima idea della sua diagnosi. Lei mi ha detto chiaramente che non ha alcuna intenzione di dirglielo mai, perché crede che lo farebbe scappare. Le ho fatto capire che deve dirgli la verità prima di un matrimonio: che lui ha il diritto di saperlo e di rifletterci, altrimenti lo farò io. A questo lei risponde sempre e solo: “So benissimo che non ne avresti mai il coraggio”.

Ma in realtà lo farei. Mi piace e rispetto davvero molto questo ragazzo, e mi sentirei in colpa da morire se gli nascondessi un segreto del genere e lo lasciassi sposare a occhi bendati.

Non sto cercando di sabotare il futuro di mia figlia. Forse l’amore che lui prova per la sua personalità e per le sue altre qualità sarà sufficiente perché la relazione non si spezzi. Questa è una decisione che spetta solo a lui. Ma merita di avere tutte le carte in tavola. Prima o poi si renderà conto comunque che c’è qualcosa che non va in lei. Non si può nascondere una cosa del genere per sempre.

Sbaglio?

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